lunedì 23 novembre 2015
sempre quella del cane che piomba a dormire stracco se non gli fai le smancerie convinte. l'ho incrociata a fare footing di mattina presto dentro la nebbia, bellissimo andare a correre di mattina presto nell'umido eh guarda, uno spettacolo, ritorni raccontandoti di sentirti cazzuto invece sei semplicemente una fetta di stronzo fradicia. il suo iperattivismo cerebrale la costringe continuamente nel fare, un crogiuolo affastellato di iniziative su cui poi vorrebbe pure intrattenerti! libertà. la mia libertà comincia quando finisce la vita degli altri (ridete). ma perché invece la gente non va a fare squirting depensandosi e si leva dai coglioni del flusso mentale? lo scoprirò e ve lo dirò
la felicità, giustamente, vuole sempre essere differita. siccome essa è sempre in tempo reale e tu mai, ecco che sorge la necessità di non trattenerla mai: in pratica si accompagna a te solo quando non esisti, pare uno scherzo, invece è un gioco che funziona solo in tempo reale. tu esisti in tempo reale? chiedilo alla felicità
ogni volta che lo incrociavo il signor baroni mi chiedeva sempre cos'avevo da raccontare ma io detestavo chi aveva quelle assurde pretese di tener strette le vite quella smania malata di intrattenimento io volevo guardare il movimento delle cose restando fermo come il crisantemo sotto i soli di marzo lui si muoveva come il fango pestato di fretta nelle piogge d'autunno era un gorgo sordo non stava mai fermo non avrebbe di certo avuto il tepore di volgere in canto una banalità qualunque di scoppiare in silenzio per lo stupore di un nulla delle mie parole ne avrebbe sgranocchiato appena l'aria farfugliandovi sopra con le bave dei cani cosí in vent'anni di incontri non scambiammo mai una parola e dopo questo tanto lungo niente morí
infatuazione era il secondo nome che dava alla sue superficialità anche se questo termine lei non lo usava per denigrarsi ma per retrocedere dalle convinzioni di facciata che l'avrebbero portata dentro vicoli ciechi nebulose stellari ma lei vedeva il suo vedere spalmava grossi pezzi di burro sul pane mentre dalla finestra spalancata guardava fissa i gabbiani immobili spostò i capelli violentemente dagli occhi come chi non ammetteva di essere disturbato nei momenti di concentrazione non era questa una faccenda frivola e poi via, il boccone ancora in bocca uscì nuda nella sabbia a passi decisi tuffandosi tutta dentro il mare
individualismo nell'accezione miserabile del termine significa sentirsi dotati di un'identità autonoma, riconoscibile; in quella più nobile invece subentra la consapevolezza di realizzare molte identità di volta in volta casuali, e quindi tutte, comprese tutte quelle a venire. si vorrà sapere perché la seconda accezione la si definisce col termine individualismo: per via della consapevolezza dell'essere totalizzante, consapevolezza che può appartenere solo a un individuo (e non un collettivo) che non sia del tipo individualista (identitario). nel senso più alto del termine quindi esiste solo l'individuo e in esso è contenuta qualsiasi parabola: gli altri, la società, il mondo e dio.
il Francese per i centri sociali autogestiti
il Francese per i centri sociali autogestiti
una cosa veramente patetica che purtroppo (ma io dico anche per fortuna) trovi in giro continuamente è quando in una specifica circostanza a te pare che t'abbiano cagato in faccia tu inveisci e arriva subito il cretino di corsa con il borsellino luccicante pieno di una consapevolezza da water e ti dice eh beh ma prima guardiamo il tizio a fianco a cui è piovuto un camion di diarrea addosso eh oppure ma guarda che è capitata la stessa cosa l'altro ieri a quell'altro e di lui nessuno parla eh? eh? come mai? i tipici pensieri da poltrona di casa con il buco del culo disegnato sul cuscino amico mio, accoccolati e fatti un tè coi plasmon va che c'è tutta la tv e internet che ti aspetta e che ti dà kultura
la portinaia si sta spegnendo. la vedo di rado in quel palazzo dove premo il bottone per salire in alto dall'avvocato tutta verve di bocca e non solo a parole. l'androne maestoso profonde una luce piatta sicché il corpo piccolo vi aleggia dentro lento, il volto smunto incastonato come in una foto secolare le guance esangui gli occhi senza soli né temporali non una parola dritta affilata che ti faccia girare è tutta piena di morte, e una gentilezza e un amore che la vorrei come una bimba cullare ma poi, in quell'ascesa rapida, penso alle porte che si spalancheranno in quell'ufficio e dentro lei, e nelle sue carni arriveranno attimi di buio che voleranno via e tutte le vite e le morti non saranno più
sabato 14 novembre 2015
era pieno di troie quell'albergo a mosca io e paolo scendemmo in piazza rossa quasi deserta un ambulante a piedi dal volto grigio viola sorrideva funebre come la steppa. eravamo spettri. comprai un colbacco che non misi mai paolo amava indovinare il cirillico delle scritte sulle facciate scarpe grosse cervello fino amoreggiava col vino era il titolare di una ditta alla quale mi davo in prestito ora io sono la mia non c'è nessun altro intorno il cielo è terso l'aria rarefatta ma le puttane di porcellana ridenti ci sono ancora beate loro e i colbacchi e i volti viola di gente con al guinzaglio attaccata la morte
Molto bello confrontare le traduzioni e rendersi conto di come da uno stesso spartito la musica esca completamente diversa a seconda dell'esecutore.
Qui due passaggi non scelti da me dall'Ulisse di Joyce confrontando tre traduzioni autorevoli. Mi riferisco solo al confronto tra le versioni in italiano e non alla questione se la traduzione sia fedele all'originale o meno e da questo punto di vista, non so voi, trovo significativamente superiore in entrambi i passaggi (sto parlando solo dal punto di vista della mia estetica senza voler rivestire il giudizio di oggettività critica) le traduzioni del duo Terrinoni/Bigazzi, soprattutto in fluidità, scelta dei termini, tempi verbali, musicalità e nel rendere meglio deconcettuale e depensamento e quindi leggerezza e immediatezza:
.
.
Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall’alto delle scale, portando un bacile di schiuma su cui erano posati in croce uno specchio e un rasoio. Una vestaglia gialla, discinta, gli levitava delicatamente dietro, al soffio della mite aria mattutina. Levò alto il bacile e intonò:
– Introibo ad altare Dei.
Fermatosi, scrutò la buia scala a chiocciola e chiamò berciando:
– Vieni su, Kinch! Vieni su, pauroso gesuita.
Maestosamente avanzò e ascese la rotonda piazzuola di tiro. Fece dietro-front e con gravità benedisse tre volte la torre, la campagna circostante e i monti che si destavano. Poi, avvedutosi di Stephen Dedalus, si chinò verso di lui e tracciò rapide croci nell’aria, gorgogliando di gola e tentennando il capo.
(De Angelis)
--
Statuario, il pingue Buck Mulligan spuntò in cima alle scale, con in mano una ciotola di schiuma su cui giacevano in croce uno specchio e un rasoio. La vestaglia gialla, slacciata, era lievemente sostenuta alle sue spalle dall’aria delicata del mattino. Alzò la ciotola al cielo e intonò:
– Introibo ad altare Dei.
Immobile scrutava dall’alto la buia scala a chiocciola, e sgraziato strillò:
– Vieni su, Kinch. Vieni su, spaurito gesuita.
Solenne avanzava montando sulla tonda piazzola di tiro. Con un dietro front, benedisse severo tre volte la torre, la terra circostante e le montagne appena sveglie. Poi, accorgendosi di Stephen Dedalus, a lui si chinò e prese a disegnare veloci croci nell’aria, gorgogliando di gola e scuotendo il capo.
(Terrinoni / Bigazzi)
--
Imponente e grassoccio, Buck Mulligan stava sbucando dal caposcala con in mano una tazza piena di schiuma, su cui s’incrociavano uno specchio e un rasoio. La sua vestaglia gialla, priva di cintura, era lievemente sollevata sul retro da una dolce arietta mattutina. Tenendo alta la tazza, intonò:
– Introibo ad altare Dei.
Fermatosi, scrutò giù nel buio della scala a chiocciola con un richiamo sguaiato.
– Vieni su, Kinch, disgustoso d’un gesuita.
Avanzò solenne e salì sulla rotonda piattaforma del bastione. Qui fece un giro d’occhi e con gesti compassati benedisse tre volte la torre e la contrada circostante e le montagne al risveglio. Indi, adocchiato Stephen Dedalus, si chinò verso di lui abbozzando alcuni svelti segni della croce nell’aria, borbogliando e scuotendo il capo.
(Celati)
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e tutte quelle stradine curiose e le case rosa e azzurre e gialle e i roseti e i gelsomini e i gerani e i cactus e Gibilterra da ragazza dov’ero un Fior di montagna sì quando mi misi la rosa nei capelli come facevano le ragazze andaluse o ne porterò una rossa sì e come mi baciò sotto il muro moresco e io pensavo be’ lui ne vale un altro e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora sì e allora mi chiese se io volevo sì dire di sì mio fior di montagna e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì e me lo tirai addosso in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato sì e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì voglio Sì.
(De Angelis)
--
e tutte quelle stradine strane e le case rosa e blu e gialle e i giardini delle rose e il gelsomino e i gerani e i cactus e Gibilterra da ragazza dove ero un Fiore di montagna sì quando mi sono messa la rosa nei capelli come facevano le ragazze andaluse o dovrei portarla rossa sì e come mà baciato sotto le mura moresche e ò pensato bè lui o un altro che cambia e poi gliò chiesto con gli occhi di chiederlo ancora sì e poi me là chiesto se volevo sì dire sì mio fiore di montagna e prima lò abbracciato sì e lò fatto stendere su di me per fargli sentire i miei seni tutti profumati sì e il suo cuore che impazziva e sì ò detto sì lo voglio Sì.
(Terrinoni/Bigazzi)
--
e tutte quelle strane straducole e le case rosa e celesti e gialle e il giardino di rose e gelsomini e gerani e cactus e Gibilterra quand’ero ragazza ero un Fiore di Montagna sì quando mi mettevo una rosa nei capelli come le ragazze andaluse oppure Mi metterò una rosa rossa in fior e lui mi ha baciata sotto il muro moresco io pensavo be’ va bene lui come un altro poi gli chiedo con gli occhi di chiedermi ancora sì e lui chiede se voglio sì dire sì mio Fiore di Montagna e io gli ho messo le braccia al collo sì e l’ho tirato a me per fargli sentire il mio seno profumato sì e il suo cuore batteva all’impazzata e sì ho detto sì voglio Sì.
(Celati)
Qui due passaggi non scelti da me dall'Ulisse di Joyce confrontando tre traduzioni autorevoli. Mi riferisco solo al confronto tra le versioni in italiano e non alla questione se la traduzione sia fedele all'originale o meno e da questo punto di vista, non so voi, trovo significativamente superiore in entrambi i passaggi (sto parlando solo dal punto di vista della mia estetica senza voler rivestire il giudizio di oggettività critica) le traduzioni del duo Terrinoni/Bigazzi, soprattutto in fluidità, scelta dei termini, tempi verbali, musicalità e nel rendere meglio deconcettuale e depensamento e quindi leggerezza e immediatezza:
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Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall’alto delle scale, portando un bacile di schiuma su cui erano posati in croce uno specchio e un rasoio. Una vestaglia gialla, discinta, gli levitava delicatamente dietro, al soffio della mite aria mattutina. Levò alto il bacile e intonò:
– Introibo ad altare Dei.
Fermatosi, scrutò la buia scala a chiocciola e chiamò berciando:
– Vieni su, Kinch! Vieni su, pauroso gesuita.
Maestosamente avanzò e ascese la rotonda piazzuola di tiro. Fece dietro-front e con gravità benedisse tre volte la torre, la campagna circostante e i monti che si destavano. Poi, avvedutosi di Stephen Dedalus, si chinò verso di lui e tracciò rapide croci nell’aria, gorgogliando di gola e tentennando il capo.
(De Angelis)
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Statuario, il pingue Buck Mulligan spuntò in cima alle scale, con in mano una ciotola di schiuma su cui giacevano in croce uno specchio e un rasoio. La vestaglia gialla, slacciata, era lievemente sostenuta alle sue spalle dall’aria delicata del mattino. Alzò la ciotola al cielo e intonò:
– Introibo ad altare Dei.
Immobile scrutava dall’alto la buia scala a chiocciola, e sgraziato strillò:
– Vieni su, Kinch. Vieni su, spaurito gesuita.
Solenne avanzava montando sulla tonda piazzola di tiro. Con un dietro front, benedisse severo tre volte la torre, la terra circostante e le montagne appena sveglie. Poi, accorgendosi di Stephen Dedalus, a lui si chinò e prese a disegnare veloci croci nell’aria, gorgogliando di gola e scuotendo il capo.
(Terrinoni / Bigazzi)
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Imponente e grassoccio, Buck Mulligan stava sbucando dal caposcala con in mano una tazza piena di schiuma, su cui s’incrociavano uno specchio e un rasoio. La sua vestaglia gialla, priva di cintura, era lievemente sollevata sul retro da una dolce arietta mattutina. Tenendo alta la tazza, intonò:
– Introibo ad altare Dei.
Fermatosi, scrutò giù nel buio della scala a chiocciola con un richiamo sguaiato.
– Vieni su, Kinch, disgustoso d’un gesuita.
Avanzò solenne e salì sulla rotonda piattaforma del bastione. Qui fece un giro d’occhi e con gesti compassati benedisse tre volte la torre e la contrada circostante e le montagne al risveglio. Indi, adocchiato Stephen Dedalus, si chinò verso di lui abbozzando alcuni svelti segni della croce nell’aria, borbogliando e scuotendo il capo.
(Celati)
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e tutte quelle stradine curiose e le case rosa e azzurre e gialle e i roseti e i gelsomini e i gerani e i cactus e Gibilterra da ragazza dov’ero un Fior di montagna sì quando mi misi la rosa nei capelli come facevano le ragazze andaluse o ne porterò una rossa sì e come mi baciò sotto il muro moresco e io pensavo be’ lui ne vale un altro e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora sì e allora mi chiese se io volevo sì dire di sì mio fior di montagna e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì e me lo tirai addosso in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato sì e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì voglio Sì.
(De Angelis)
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e tutte quelle stradine strane e le case rosa e blu e gialle e i giardini delle rose e il gelsomino e i gerani e i cactus e Gibilterra da ragazza dove ero un Fiore di montagna sì quando mi sono messa la rosa nei capelli come facevano le ragazze andaluse o dovrei portarla rossa sì e come mà baciato sotto le mura moresche e ò pensato bè lui o un altro che cambia e poi gliò chiesto con gli occhi di chiederlo ancora sì e poi me là chiesto se volevo sì dire sì mio fiore di montagna e prima lò abbracciato sì e lò fatto stendere su di me per fargli sentire i miei seni tutti profumati sì e il suo cuore che impazziva e sì ò detto sì lo voglio Sì.
(Terrinoni/Bigazzi)
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e tutte quelle strane straducole e le case rosa e celesti e gialle e il giardino di rose e gelsomini e gerani e cactus e Gibilterra quand’ero ragazza ero un Fiore di Montagna sì quando mi mettevo una rosa nei capelli come le ragazze andaluse oppure Mi metterò una rosa rossa in fior e lui mi ha baciata sotto il muro moresco io pensavo be’ va bene lui come un altro poi gli chiedo con gli occhi di chiedermi ancora sì e lui chiede se voglio sì dire sì mio Fiore di Montagna e io gli ho messo le braccia al collo sì e l’ho tirato a me per fargli sentire il mio seno profumato sì e il suo cuore batteva all’impazzata e sì ho detto sì voglio Sì.
(Celati)
esorto caldamente chi vorrebbe occuparsi seriamente di questioni inerenti l'interiorità, la spiritualità, ad ossevare con integrità se queste non fungano semplicemente da escamotage consolatorio di reazione alle proprie frustrazioni materiali ed economiche.
le proprie energie vanno prima incanalate per risolvere i problemi di base inerenti il corpo/mente, i sensi e il portafoglio.
per andare in profondità (distacco presente e consapevole, cioè vita qualitativamente intensa) ...e assumere una visione dell'esistente 'a tutto tondo' è necessaria una quiete di base, pena il precipitare continuo nel cazzeggio del flirtare con la propria mente inevitabilmente pirotecnica. in questo senso non si deve assolutamente dare credito agli artisti quando questi, per velleitarismo, vanità o ignoranza, tendono a identificare il proprio inconscio, e quindi la loro opera, necessariamente col 'medium' che a lor vedere dovrebbe far da ponte tra l'umano e il divino: non è così.
ci sta tremendamente a cuore l'arte e l'artista per rifiutare qualsiasi insegnamento di vita che venga 'intenzionalmente', ripeto, intenzionalmente dall'artista medesimo: non è compito dell'artista migliorare la vita del prossimo, e questo tutti i grandi artisti lo sanno e quelli che non lo sanno sono solo dei burocrati dispensatori di immaginette e parole decorative o peggio dei fanatici.
fare molta attenzione quindi a mettere sul piedistallo l'artista e farne un veicolo/attaccapanni/linea guida per la propria ricerca interiore.
essere sgombri, non tonni.
le proprie energie vanno prima incanalate per risolvere i problemi di base inerenti il corpo/mente, i sensi e il portafoglio.
per andare in profondità (distacco presente e consapevole, cioè vita qualitativamente intensa) ...e assumere una visione dell'esistente 'a tutto tondo' è necessaria una quiete di base, pena il precipitare continuo nel cazzeggio del flirtare con la propria mente inevitabilmente pirotecnica. in questo senso non si deve assolutamente dare credito agli artisti quando questi, per velleitarismo, vanità o ignoranza, tendono a identificare il proprio inconscio, e quindi la loro opera, necessariamente col 'medium' che a lor vedere dovrebbe far da ponte tra l'umano e il divino: non è così.
ci sta tremendamente a cuore l'arte e l'artista per rifiutare qualsiasi insegnamento di vita che venga 'intenzionalmente', ripeto, intenzionalmente dall'artista medesimo: non è compito dell'artista migliorare la vita del prossimo, e questo tutti i grandi artisti lo sanno e quelli che non lo sanno sono solo dei burocrati dispensatori di immaginette e parole decorative o peggio dei fanatici.
fare molta attenzione quindi a mettere sul piedistallo l'artista e farne un veicolo/attaccapanni/linea guida per la propria ricerca interiore.
essere sgombri, non tonni.
buon ferragosto
penso che la qualità più importante per un essere umano sia l'entusiasmo. energia miracolosa. ora per esempio una signora in parcheggio apre la portiera parlando al telefono e me la sbatte forte sulla mia poi scende e me la sbatte di nuovo. regolare. la guardo dal finestrino lei mi guarda come se niente fosse. ora io abbasserei il finestrino e le lancerei addosso un gavettone di diarrea eppure dopo un attimo penso che berrò un tè corroborante in autogrill intingendovi biscotti ringo alla vaniglia non badando assolutamente a chi berrà che cosa. nessuno mi disturberà. ho l'entusiasmo.
se la madonna, sbadata come di natura, scostasse la veste lasciando intravedere in faccia a gesù, brezza sulle ciglia, egli diventerebbe malizioso cioè perderebbe il candore ed è proprio questo che la madonna insegna a gesù, l'inutilità di scrivere il codice stradale nei vangeli quando è sempre più potente perdersi in un colpo d'aria
fanno sempre molta tenerezza coloro che ti vorrebbero avallare, sdoganare, si illudono di darsi quel potere che invece agognano: sarebbe come se una merdina volesse avallare il buco del culo immaginandosi solida mentre vede il buco come un luogo oscuro sentendosi in grado di spiegarlo e via col water, se ne va
giovedì 5 novembre 2015
Se vedo un culo posso immaginare l'espressione del volto ma se vedo un volto è più difficile che possa immaginare l'espressione del culo. Se questa considerazione ha un fondamento significa che il volto è più realistico e il culo più evocativo quindi se parti con l'aspetto evocativo ti restano potenzialmente aperte più opzioni; in pratica, procrastinare la realtà equivarrebbe a cercare di anticiparla. Ma c'è anche da dire che tutto ciò potrebbe essere velatamente privo di fondamento, difatti è qui.
Scrivendo in modalità 'io' estendo la personalità, la estremizzo. Mi si chiederà come mai: perché so di non vedere, e quello che non vedo è molto bello. Il lettore sprovveduto pensa che sia una forma di libertà invece per me trattasi di autocensura, realizzata attraverso la schiavitù del linguaggio la quale è certamente più libera di una qualsiasi idea di libertà. Il fastidio che questo genere di lettore prova leggendo è ciò che egli per se stesso chiama realtà e non può essere in grado in nessun modo di viverla come sensazione di libertà; io la chiamo invece consapevolezza, la quale non ha minimamente la necessità di essere vissuta come sensazione di realtà, figuriamoci di libertà. Accade. Il lettore evoluto invece prova fastidio o gode e tutto passa in fretta e se ne va: passa a se stesso, non necessita di libertà.
tutti elogiate pasolini in parte per motivi consolatori in altra parte futili e alla peggio nostalgici ma non per il motivo principale per cui gli si deve un tributo e cioè per la sua affermazione di apprezzare soprattutto due tipi di persone cioè le quasi analfabete e quelle di altissima e raffinata cultura e quindi tutti voi che state nel mezzo siete esclusi ed elogiando pasolini dovreste contemporaneamente avere la consapevolezza di sentirvi ridicoli allo specchio invece no glissate subito e vi date la pacchetta sulla spalla come vi sentiste ribelli antiborghesi con una venetta intellettualina che non guasta mai cioè state in mutande e canottiera. io sono invece escluso da qualsiasi cosa perché scrivo questo post e tra l'altro con una consapevolezza mastodontica e soprattutto non inclusiva che fa ridere anche lacrimando
sono lievemente persuaso che le scatole di latta mi piacciano tanto da quando un mio bisnonno ne estrasse un bucaneve e me lo porse egli non pensava di certo che non mi sarebbe importato nulla del biscotto lui era un bucaneve, un fenomeno, a me interessava la scatola disegnata senza contenuto, all'esterno tutto un fragore di immagini meravigliose evocative poi l'aprivi e dentro nulla. il vuoto, tutto immacolato. i mangiatori erano già passati tutti ma io non li avrei nemmeno voluti vedere, io non passavo, il mio sguardo era una pietra immensa
voler conoscere a fondo una persona, con l'animo di chi si sente investito di una missione, è un atteggiamento antiestetico, oltreché violento, volgare, e quindi contrario alla bellezza. nel desiderio di conoscenza è contenuto tutto l'entusiasmo e la paura del mondo. la trasposizione di tutto ciò nella miseria sociale è che quasi tutti vorrebbero conoscere parlare e riflettere pima di scopare quando invece si deve fare esattamente il contrario. la persona estetica non vuole 'conoscerti': ti coglie. la conoscenza, quella del ragioniere con le pennine ordinate, semmai può venire dopo, ma anche no
giovedì 29 ottobre 2015
si fa notare alle cosiddette 'anime belle' e soprattutto ai ciarlatani della manipolazione sentimentale che il romanticismo non è la dolcezza, né la tenerezza. difatti portare un mazzo di fiori cantando o sole mio può essere anche una cosa tremendamente volgare, volendo. il romanticismo è espressionismo mentre la dolcezza, al pari della tenerezza, non ha espressione, o ce l'ha talmente evanescente da non travalicare nella comunicazione. difatti resta. l'uno è moto a luogo, conserva l'alterità, l'altra è priva di luogo, soprattutto d'oggetto, lì per lì, accade, non è soggetta a repliche se non quando si replica da sé, senza la volontà di nessuno: e se non c'è la volontà di qualcuno non può esserci volgarità.
ogni tanto qualche ondata ebete di salutismo o medicalismo o igienismo deve starnazzare per affermare 'anch'io esisto' ideologicamente o corporativisticamente certo libertà di espressione quindi anche libertà di cagare sopra quell'espressione in italia si mangia da dio la gente vive tanto i controlli sul cibo sono tra i più efficienti del mondo io mi fido e anche se non mi fidassi io vivo e godo quindi avanti tutta con le carni rosse gli insaccati che sono stupendi e tutto ciò che è commestibile il resto del mondo vegani e medici col dito in culo compresi può levarsi dal cazzo abbiamo un cibo buonissimo e bello come la madonna porcodio!
mercoledì 28 ottobre 2015
comunque tra parentesi l'impromptu di schubert op. 90 no. 2 per me zimerman lo suona nettamente meglio di horowitz che lo esegue saltellando scalinando la diteggiatura di zim è poesia i legati più morbidi sembra suoni nell'acqua anche perché questo è un pezzo a tratti fiabesco questo è un contributo alla cultura e anche molto bello peccato duri poco anzi no
replica per le masse da treno italo direzione napoli-san gennaro a giochino (con Gracekelly Puntoit)
giochino settmanale con Francese Gatto, (e ritagghete )
Sono una che ama solo una volta
(cioè uno alla volta?)
- questa o è tirchia o s'è fatta fare il piano astrale alla nasa
Sono una donna che non chiede amore
(in chat eri Denim 89?)
- questa di certo è una che ti pianifica tutti i we
Ho notato che gli uomini deboli amano le donne poco colte
(sono donne che sanno ascoltare)
- cos'è ti fai fare le analisi da alberoni supervisionate da barbara alberti e poi le spacci per tue?
Sono una donna che, se la dà, vuole essere ripagata in affetto
(vedi che le zoccole sono superiori intellettivamente)
- sì solo che per dare la figa basta la volontà mentre per l'affetto ci vuole affetto. posto che poi la tua figa sia comparabile ad un qualsiasi affetto per cui sia atta ad una transazione. se per darla volessi soldi sarebbe molto più logico
Sono una che lo specchio lo possiamo usare insieme
(lo specchietto delle sopracciglia me lo hai nascosto)
- eh ma volentieri compriamo anche il water matrimoniale?
Mi piacciono gli uomini dolci che ti dicono ti amo al primo appuntamento
(si’, sono io, hai del burro in casa?)
- ah benissimo tieni presente che sono proprio quelli che ti chiaveranno poco e male tra l'altro tu confondi la dolcezza col servilismo. ritornare da alberoni senza passare dal via
A me basta anche un fiore , un pensiero…
(questa se le porto il bracciale al posto dell’anello mi sdruma)
- guarda che ostentare minimalismo nelle esigenze = donna rompicoglioni. matematico
Stasera cucino per te!
(oddio, astici in salsa di agretti con aceto balsamico invecchiato nei barattoli di mostarda, guarnito con miele alle zagare più contorno di crocchette ai gherigli e mallo tritati finemente.)
- e io mangio per te!
Sono una femmina che porta i pantaloni in casa
(non si sarà depilata)
- questa sta con un coglione che non stima per apparire da 6 essendo da 4. il famoso 6 politico dei poveri
Sono una buona
(il tuo difetto sta nel dittongo)
- prepariamoci che ci chiederà il conto quando tutti indistintamente la faremo soffrire e soprattutto a suo vedere lo faremo tutti intenzionalmente
Mi piacciono le fantasie a letto
(si’, ma l’ultima volta hai dissertato due ore sul fatto che era impossibile sentire un pisello sotto tutti quei materassi)
- la tipica dichiarazione dei non fantasiosi, cioè dei mentali
Amo gli uomini con le mani grandi
( poi ti lamenti dei lividi)
- dì pure cazzo, mano sta per cazzo (chiama pure alberoni se non ci credi)
E’ bello condividere il calcio con te
(troia)
- più che altro sei insicura, non sopporti che ci sia qualcosa che distolga la sua attenzione da te.
E’ bello condividere un bel libro con te accoccolati
(ritornami subito troia)
- mah io amo solo i libri che mi turbano o mi fanno ridere o girare i coglioni o mi precipitano altrove non so questi momenti cosa c'entrino con te o con le coccole
Ho 37 anni, vorrei un figlio
(non hai sentito quanti problemi hanno i genitori bambini?)
- ho 37 anni, vorrei andare in pensione
Vorrei un cane
(questo mi piace, tanto alle sei devi svegliarti comunque. Una passeggiatina)
- va bene se lo prendi quando lo incrocio lo saluto senza nessun problema
Il mio ex lavava i piatti
(il tuo ex era nano)
- la mia ex ne lavava il doppio
Si’ ma che c’entra?
(aggiungevo un altro difetto)
- appunto che c'entra? io mangio al ristorante
Dovremmo sposarci sai?
(impara il congiuntivo, ora. Col condizionale ci siamo)
adesso? lo faremo semmai quando saremo vecchi ci si sposa per morire tutelati no?
ah va bene basta che
Dimmi le parolacce a letto
(maiala)
Di più
(tu sei più che maiala)
Di più di chi?
(era un modo di dire)
- chi chiede le cose non le sa fare. non ci siamo
Mi tradisci?
(ma nooo)
Hai allungato la vocale
(ma n.)
- non stipulo patti di fedeltà quindi non tradisco. domanda non pertinente
Sono una donna che la coppia prima di tutto
(le donne non devono giocare a poker)
- (sempre quella del water matrimoniale)
Ti sembro una sciocchina?
( ma figurati, sei intelligentissima)
Ti sembro una sciocchina, s’è capito
(ma che dici, mai!)
Ok, sono sciocchina, te lo leggo in faccia
(vedi a non stare con le dislessiche)
- non sei sciocca, sei estemporanea
Ho sofferto molto per amore, capito?
(ok, uno più uno meno non se ne accorgerà)
- amore? guarda che forse era protagonismo castrato
Mi ami?
(si’)
Ok, non mi ami
(è intelligente. Si fa. Allora possiamo riprendere la conversazione. Dicevi, quindi che sei una che ama una sola volta…e)
- sì ti amo ma mica sempre, mi stai anche sul cazzo, fortunatamente. un validissimo motivo per vivere in case separate dormi da me stanotte? mi tira il cazzo. portati lo specchio il water lo metto io
giochino settmanale con Francese Gatto, (e ritagghete )
Sono una che ama solo una volta
(cioè uno alla volta?)
- questa o è tirchia o s'è fatta fare il piano astrale alla nasa
Sono una donna che non chiede amore
(in chat eri Denim 89?)
- questa di certo è una che ti pianifica tutti i we
Ho notato che gli uomini deboli amano le donne poco colte
(sono donne che sanno ascoltare)
- cos'è ti fai fare le analisi da alberoni supervisionate da barbara alberti e poi le spacci per tue?
Sono una donna che, se la dà, vuole essere ripagata in affetto
(vedi che le zoccole sono superiori intellettivamente)
- sì solo che per dare la figa basta la volontà mentre per l'affetto ci vuole affetto. posto che poi la tua figa sia comparabile ad un qualsiasi affetto per cui sia atta ad una transazione. se per darla volessi soldi sarebbe molto più logico
Sono una che lo specchio lo possiamo usare insieme
(lo specchietto delle sopracciglia me lo hai nascosto)
- eh ma volentieri compriamo anche il water matrimoniale?
Mi piacciono gli uomini dolci che ti dicono ti amo al primo appuntamento
(si’, sono io, hai del burro in casa?)
- ah benissimo tieni presente che sono proprio quelli che ti chiaveranno poco e male tra l'altro tu confondi la dolcezza col servilismo. ritornare da alberoni senza passare dal via
A me basta anche un fiore , un pensiero…
(questa se le porto il bracciale al posto dell’anello mi sdruma)
- guarda che ostentare minimalismo nelle esigenze = donna rompicoglioni. matematico
Stasera cucino per te!
(oddio, astici in salsa di agretti con aceto balsamico invecchiato nei barattoli di mostarda, guarnito con miele alle zagare più contorno di crocchette ai gherigli e mallo tritati finemente.)
- e io mangio per te!
Sono una femmina che porta i pantaloni in casa
(non si sarà depilata)
- questa sta con un coglione che non stima per apparire da 6 essendo da 4. il famoso 6 politico dei poveri
Sono una buona
(il tuo difetto sta nel dittongo)
- prepariamoci che ci chiederà il conto quando tutti indistintamente la faremo soffrire e soprattutto a suo vedere lo faremo tutti intenzionalmente
Mi piacciono le fantasie a letto
(si’, ma l’ultima volta hai dissertato due ore sul fatto che era impossibile sentire un pisello sotto tutti quei materassi)
- la tipica dichiarazione dei non fantasiosi, cioè dei mentali
Amo gli uomini con le mani grandi
( poi ti lamenti dei lividi)
- dì pure cazzo, mano sta per cazzo (chiama pure alberoni se non ci credi)
E’ bello condividere il calcio con te
(troia)
- più che altro sei insicura, non sopporti che ci sia qualcosa che distolga la sua attenzione da te.
E’ bello condividere un bel libro con te accoccolati
(ritornami subito troia)
- mah io amo solo i libri che mi turbano o mi fanno ridere o girare i coglioni o mi precipitano altrove non so questi momenti cosa c'entrino con te o con le coccole
Ho 37 anni, vorrei un figlio
(non hai sentito quanti problemi hanno i genitori bambini?)
- ho 37 anni, vorrei andare in pensione
Vorrei un cane
(questo mi piace, tanto alle sei devi svegliarti comunque. Una passeggiatina)
- va bene se lo prendi quando lo incrocio lo saluto senza nessun problema
Il mio ex lavava i piatti
(il tuo ex era nano)
- la mia ex ne lavava il doppio
Si’ ma che c’entra?
(aggiungevo un altro difetto)
- appunto che c'entra? io mangio al ristorante
Dovremmo sposarci sai?
(impara il congiuntivo, ora. Col condizionale ci siamo)
adesso? lo faremo semmai quando saremo vecchi ci si sposa per morire tutelati no?
ah va bene basta che
Dimmi le parolacce a letto
(maiala)
Di più
(tu sei più che maiala)
Di più di chi?
(era un modo di dire)
- chi chiede le cose non le sa fare. non ci siamo
Mi tradisci?
(ma nooo)
Hai allungato la vocale
(ma n.)
- non stipulo patti di fedeltà quindi non tradisco. domanda non pertinente
Sono una donna che la coppia prima di tutto
(le donne non devono giocare a poker)
- (sempre quella del water matrimoniale)
Ti sembro una sciocchina?
( ma figurati, sei intelligentissima)
Ti sembro una sciocchina, s’è capito
(ma che dici, mai!)
Ok, sono sciocchina, te lo leggo in faccia
(vedi a non stare con le dislessiche)
- non sei sciocca, sei estemporanea
Ho sofferto molto per amore, capito?
(ok, uno più uno meno non se ne accorgerà)
- amore? guarda che forse era protagonismo castrato
Mi ami?
(si’)
Ok, non mi ami
(è intelligente. Si fa. Allora possiamo riprendere la conversazione. Dicevi, quindi che sei una che ama una sola volta…e)
- sì ti amo ma mica sempre, mi stai anche sul cazzo, fortunatamente. un validissimo motivo per vivere in case separate dormi da me stanotte? mi tira il cazzo. portati lo specchio il water lo metto io
giochino settmanale con Francese Gatto, (e ritagghete )
Sono una che ama solo una volta
(cioè uno alla volta?)
Sono una donna che non chiede amore...
(in chat eri Denim 89?)
Ho notato che gli uomini deboli amano le donne poco colte
(sono donne che sanno ascoltare)
Sono una donna che, se la dà, vuole essere ripagata in affetto
(vedi che le zoccole sono superiori intellettivamente)
Sono una che lo specchio lo possiamo usare insieme
(lo specchietto delle sopracciglia me lo hai nascosto)
Mi piacciono gli uomini dolci che ti dicono ti amo al primo appuntamento
(si’, sono io, hai del burro in casa?)
A me basta anche un fiore , un pensiero…
(questa se le porto il bracciale al posto dell’anello mi sdruma)
Stasera cucino per te!
(oddio, astici in salsa di agretti con aceto balsamico invecchiato nei barattoli di mostarda, guarnito con miele alle zagare più contorno di crocchette ai gherigli e mallo tritati finemente.)
Sono una femmina che porta i pantaloni in casa
(non si sarà depilata)
Sono una buona
(il tuo difetto sta nel dittongo)
Mi piacciono le fantasie a letto
(si’, ma l’ultima volta hai dissertato due ore sul fatto che era impossibile sentire un pisello sotto tutti quei materassi)
Amo gli uomini con le mani grandi
( poi ti lamenti dei lividi)
E’ bello condividere il calcio con te
(troia)
E’ bello condividere un bel libro con te accoccolati
(ritornami subito troia)
Ho 37 anni, vorrei un figlio
(non hai sentito quanti problemi hanno i genitori bambini?)
Vorrei un cane
(questo mi piace, tanto alle sei devi svegliarti comunque. Una passeggiatina)
Il mio ex lavava i piatti
(il tuo ex era nano)
Si’ ma che c’entra?
(aggiungevo un altro difetto)
Dovremmo sposarci sai?
(impara il congiuntivo, ora. Col condizionale ci siamo)
Dimmi le parolacce a letto
(maiala)
Di più
(tu sei più che maiala)
Di più di chi?
(era un modo di dire)
Mi tradisci?
(ma nooo)
Hai allungato la vocale
(ma n.)
Sono una donna che la coppia prima di tutto
(le donne non devono giocare a poker)
Ti sembro una sciocchina?
( ma figurati, sei intelligentissima)
Ti sembro una sciocchina, s’è capito
(ma che dici, mai!)
Ok, sono sciocchina, te lo leggo in faccia
(vedi a non stare con le dislessiche)
Ho sofferto molto per amore, capito?
(ok, uno più uno meno non se ne accorgerà)
Mi ami?
(si’)
Ok, non mi ami
(è intelligente. Si fa. Allora possiamo riprendere la conversazione. Dicevi, quindi che sei una che ama una sola volta…e)
Sono una che ama solo una volta
(cioè uno alla volta?)
Sono una donna che non chiede amore...
(in chat eri Denim 89?)
Ho notato che gli uomini deboli amano le donne poco colte
(sono donne che sanno ascoltare)
Sono una donna che, se la dà, vuole essere ripagata in affetto
(vedi che le zoccole sono superiori intellettivamente)
Sono una che lo specchio lo possiamo usare insieme
(lo specchietto delle sopracciglia me lo hai nascosto)
Mi piacciono gli uomini dolci che ti dicono ti amo al primo appuntamento
(si’, sono io, hai del burro in casa?)
A me basta anche un fiore , un pensiero…
(questa se le porto il bracciale al posto dell’anello mi sdruma)
Stasera cucino per te!
(oddio, astici in salsa di agretti con aceto balsamico invecchiato nei barattoli di mostarda, guarnito con miele alle zagare più contorno di crocchette ai gherigli e mallo tritati finemente.)
Sono una femmina che porta i pantaloni in casa
(non si sarà depilata)
Sono una buona
(il tuo difetto sta nel dittongo)
Mi piacciono le fantasie a letto
(si’, ma l’ultima volta hai dissertato due ore sul fatto che era impossibile sentire un pisello sotto tutti quei materassi)
Amo gli uomini con le mani grandi
( poi ti lamenti dei lividi)
E’ bello condividere il calcio con te
(troia)
E’ bello condividere un bel libro con te accoccolati
(ritornami subito troia)
Ho 37 anni, vorrei un figlio
(non hai sentito quanti problemi hanno i genitori bambini?)
Vorrei un cane
(questo mi piace, tanto alle sei devi svegliarti comunque. Una passeggiatina)
Il mio ex lavava i piatti
(il tuo ex era nano)
Si’ ma che c’entra?
(aggiungevo un altro difetto)
Dovremmo sposarci sai?
(impara il congiuntivo, ora. Col condizionale ci siamo)
Dimmi le parolacce a letto
(maiala)
Di più
(tu sei più che maiala)
Di più di chi?
(era un modo di dire)
Mi tradisci?
(ma nooo)
Hai allungato la vocale
(ma n.)
Sono una donna che la coppia prima di tutto
(le donne non devono giocare a poker)
Ti sembro una sciocchina?
( ma figurati, sei intelligentissima)
Ti sembro una sciocchina, s’è capito
(ma che dici, mai!)
Ok, sono sciocchina, te lo leggo in faccia
(vedi a non stare con le dislessiche)
Ho sofferto molto per amore, capito?
(ok, uno più uno meno non se ne accorgerà)
Mi ami?
(si’)
Ok, non mi ami
(è intelligente. Si fa. Allora possiamo riprendere la conversazione. Dicevi, quindi che sei una che ama una sola volta…e)
ma come mai scrivete e intercalate in inglese se già in italiano fate cagare? basta che guardiate un porno poi c'e tutto un fuck mentre da noi c'è chiavare fottere eccetera è molto più vario voi volete semplificare la vita col linguaggio mentre il linguaggio vi trapana la vita, tu penseresti che semplicità è bellezza ma bellezza semmai sarebbe farsi capire stando zitti non certo col linguaggio inglesizzato di merdaweb da supermercato. la bellezza è negli occhi di chi guarda sì solo che tu alzi la coda del cavallo pensandola frangetta e gli guardi in culo pensando polifemo!
se vai a granada vai a vedere l'alhambra ma se non ci fosse l'alhambra ci andresti a granada? non credo, lo vedi che viaggi per sentito dire? prova tu ad andare a granada non sapendo perché io a granada ci sono andato per l'alhambra ma non sapevo perché la volessi vedere questo per te fa differenza? per me no, ma non è certo una negazione di quelle se ti trovassi a negare tu andando a granada
sabato 24 ottobre 2015
se la mente non fosse duale probabilmente dio sarebbe oggettivo, e la madonna dormirebbe in eterno. dato che però l'io, gesù, sorge e scompare continuamente, giacché posticcio, c'è fortunatamente la madonna che fa da ponte: la madonna è il genio pontiere buttata in dio. sta sempre lì, senza per questo doversene rendere conto
se ti rivolgi a gesù sei sicuro di trovare sempre la porta aperta, mentre se chiami la madonna lei girerà lo sguardo a destra e sinistra dietro le spalle curiosa di vedere a chi ti stai rivolgendo. con la madonna è più complicato, è il tipico caso di chi vuoi a tutti i costi rivedere e ti senti rispondere 'ti chiamo io'. se non ti basta una volta allora sei certamente un tipo da gesù
gesù è tutto pieno di volontà, la madonna tutta piena di grazia. ma non confondiamo la grazia col rendere grazie: anche se rendere grazie è un impeto 'a priori' e non certamente uno sdebitarsi, conserva sempre il moto a 'non luogo' del 'rivolgersi'. la grazia al contrario è bellezza in assenza di comunicazione, rapimento, diminuzione, retrocessione, abbandono. brilla d'assenza, si direbbe. gesù rende grazie al padre, la madonna osserva rotolando ciocche di capelli tra le dita, suona il campanello ed è gesù che risponde, la madonna mai porrebbe domande né darebbe risposte
il rapporto tra dio e la madonna è come tra il tutto e il testimone. il testimone è impersonale, registra e basta, è la porta di passaggio tra il 'qualcosa' e il tutto ed è sia una porta aperta che chiusa va vista senza dinamismo, senza moto. la si avverte decespugliando l'io. è sempre lì, al pari della madonna
giovedì 22 ottobre 2015
l'individuo. mai e poi mai subordinato ad un fine superiore. restare vicini alle persone solo dopo aver valutato che ci corrispondano 'a tutto tondo' è atteggiamento da moralisti, militanti di un dio inerme. se il mio calzolaio come attività collaterale facesse rapine io continuerei a servirmi da lui, a condizione che come calzolaio rimanesse il migliore. ogni persona è un plurimondo accidentale, sarebbe cosa infantile battere i piedi per voler risolvere la propria sciarada m...entale pensando che corrisponda nel vedere gli altri come un qualcosa che poi verrebbe chiamato 'il proprio mondo'. apprezzare un lato del poliedro è sufficiente, anche perché la forma geometrica nel suo insieme non è data, e pretendere che sia data è pensare come potrebbe pensare un cervello ricoperto di forfora. mentre l'individuo esiste in sé, la società, quando non subordinata all'individuo, è solo una patetica aggregazione di paure
gesù ti può anche mettere il cuore in pace ma non dura, devi sempre mettere le mutande per coprirti il buco del culo. la madonna invece ha un buco del culo 'en passant', e non ha bisogno né del libro cuore né di andare in pace perché non va da nessuna parte. gesù è intenzionale la madonna estemporanea
L'indole iconoclasta, nell'accezione estensiva dello smitizzare, dello sconfessare, all'occhio dello sprovveduto può dare la percezione di una tendenza al disprezzo; niente di più errato quando invece il sottostante attiene a una seria e sacrosanta attività di autodemolizione delle strutture: una ricerca dell'amor di sé passando, qui sì, per il disprezzo di un'immagine di se stessi allo specchio ereditata dal cemento armato della storia. Chi non comprende l'enorme utilità di questo lavoro di ricerca personale può tranquillamente cercare conforto nel passato o guardare a boccaperta la televisione.
(il Francese come educatore per i licei classici)
(il Francese come educatore per i licei classici)
LE FRASI PREFERITE DELLA DONNA MODERNA (replica):
in attesa della gentile e sciabolante implementazione di Gracekelly Puntoit (notissima impiegata postale virtuosa dell'uncinetto eccetera)
- Sono semplicemente me stessa
(quindi?)
- Sono una ragazza semplice
(che non vuol dire scontata vero? - ma sei matto!)
- Sono una ragazza complicata
(per dirti che sei molto interessante)
- Sono una ragazza particolare
(già, le altre invece dicono tutte che sono ordinarie)
Sono borderline
(quindi portatemi rispetto e parlatemi in punta di piedi)
- Purtroppo sono una persona estremamente sensibile
(in pratica ti scomponi per ogni cagata)
- Purtroppo sono molto esigente
(eh ovvio, gli altri invece sono tutti di bocca buona)
- Vivo di emozioni
(che alla fine si traduce con non faccio un cazzo e sto sul divano a leggere e sognare oppure mi butto in una storia d'amore, meglio se virtuale, vengo regolarmente lasciata perché sono una rompicoglioni e però sono orgogliosa perché 'io vivo')
- Ti ammiro perché sei una persona vera
(ah grazie, ma guarda che io mi sento normale)
- Non voglio più soffrire per amore
(in effetti dalle tue immense sofferenze d'amore i più grandi registi vorrebbero trarne dei film)
- Vale la pena soffrire per amore
(e allora perché ti lamenti?)
- La forza delle donne
(dai ragazze ripetiamocelo, che non vi vedo ancora convinte!)
- L’ammiro perché è una donna forte, intelligente, indipendente
(perché tu no? cosa sei sottosviluppata?)
- L'ho fatto per amore
(e datemelo sto cavalierato al lavoro per dio)
- L'ho fatto per sesso
(sì ogni cosa va fatta con un fine preciso mi raccomando, e va dichiarato)
- Lo faccio per te
(intanto portiamoci avanti coi crediti esigibili)
- Sono così stupida
(piangermi un po' addosso mi rende socialmente simpatica, umana, e tra l'altro mi porto avanti coi crediti esigibili così è più tollerabile quando sparerò merda su di te)
- Rifarei tutto quello che ho fatto
(invece noi vorremmo che non fossi mai esistita guarda un po')
- Sono una persona molto diretta
(eh certo se non fosse che in modo diretto dici di quelle cagate epocali..)
- Dico sempre quello che penso
(visto il livello noi invece preferiremmo che fingessi il pensiero che piace a noi)
- Voglio imparare ad amare
(se hai un divano e tanti libri..)
- Quando noi donne siamo unite..
(vi guardate subito l'un l'altra chi ha più cellulite ovvio)
- Sono irrazionale
(che non si pensi che tu sia piatta e scontata eh, mi raccomando)
- Sono molto istintiva, passionale
(le altre invece amano solo uncinetto dvd niente rapporti anali certo)
- Ho imparato ad essere diffidente
(sì fai bene anche perché la tua vita prevede dei rischi per cui metteresti in gioco l'equilibrio politico internazionale)
- Mi piacciono gli uomini che mi fanno ridere
(ma come? a tutte le altre invece piacciono quelli tipo i testimoni di geova!)
- Mi piace un uomo che sia uomo
(ho capito, non c'è verso che impari a cambiarti la gomma forata dell'auto)
- Sono cosciente dei miei limiti
(è vero, anche noi lo siamo sempre stati)
- Non mi conosco affatto
(che non passi l'idea che tu non sia una donna sorprendente)
- Mi conosco molto bene
(mi fa piacere, tutti noi invece non abbiamo mai avuto tutta questa curiosità di approfondire chi sei)
- Ci sono molti lati oscuri di me
(che fa tanto mistero e fuga l'idea che tu possa apparire come una figa di legno)
- Sono estremamente contraddittoria
(guardate che non ho mica la razionalità che fa sbadigliare dell'impiegata postale eh!)
- Mi fido molto del mio istinto
(poi però quando prendi le tranvate in faccia rompi i coglioni al mondo)
- Se ci tolgono i sogni cosa ci rimane?
(non sono mica una materialista!)
- Sono un’inguaribile sognatrice
(in pratica col cazzo che esco con te solo per scopare)
- Ho un carattere forte
(strano perché tutte dicono che si sentono donne zerbino)
- Vorrò una famiglia e dei figli, ma non subito
(prima è meglio andare qualche anno in ferie e bere molti spritz, giusto)
- Voglio un uomo che mi faccia sentire unica
(perché ora invece sei identificata con la massa..ma no cara dai, non è il caso)
- Voglio un uomo forte e tenero
(eh brava, così poi tu non fai un cazzo)
- Mi sento fragile e insicura
(non potrai fare l'agente segreto, poco male dai)
- Non ho certezze
(che non pensiate che non abbia sposato l'idea che bisogna mettere tutto in dubbio e che non sia dotata di capacità critica!)
- La mia fortuna è che riesco sempre a mettermi in discussione
(solidarietà. noi ti mettiamo in discussione molto più di te, fidati)
- Non mi do mai per scontata
(eh perché sei in evoluzione.. mica come le commesse del supermercato)
- Credo fermamente in me stessa
(ma che brillante..gli altri invece dicono sempre di credere al telegiornale)
- Ci vuole sempre un filo di autoironia
(con la vita di merda che fai mi sembra il minimo sdrammatizzare..)
- Ti amerò per sempre
(ma scusa non eri quella cosciente dei propri limiti?)
in attesa della gentile e sciabolante implementazione di Gracekelly Puntoit (notissima impiegata postale virtuosa dell'uncinetto eccetera)
- Sono semplicemente me stessa
(quindi?)
- Sono una ragazza semplice
(che non vuol dire scontata vero? - ma sei matto!)
- Sono una ragazza complicata
(per dirti che sei molto interessante)
- Sono una ragazza particolare
(già, le altre invece dicono tutte che sono ordinarie)
Sono borderline
(quindi portatemi rispetto e parlatemi in punta di piedi)
- Purtroppo sono una persona estremamente sensibile
(in pratica ti scomponi per ogni cagata)
- Purtroppo sono molto esigente
(eh ovvio, gli altri invece sono tutti di bocca buona)
- Vivo di emozioni
(che alla fine si traduce con non faccio un cazzo e sto sul divano a leggere e sognare oppure mi butto in una storia d'amore, meglio se virtuale, vengo regolarmente lasciata perché sono una rompicoglioni e però sono orgogliosa perché 'io vivo')
- Ti ammiro perché sei una persona vera
(ah grazie, ma guarda che io mi sento normale)
- Non voglio più soffrire per amore
(in effetti dalle tue immense sofferenze d'amore i più grandi registi vorrebbero trarne dei film)
- Vale la pena soffrire per amore
(e allora perché ti lamenti?)
- La forza delle donne
(dai ragazze ripetiamocelo, che non vi vedo ancora convinte!)
- L’ammiro perché è una donna forte, intelligente, indipendente
(perché tu no? cosa sei sottosviluppata?)
- L'ho fatto per amore
(e datemelo sto cavalierato al lavoro per dio)
- L'ho fatto per sesso
(sì ogni cosa va fatta con un fine preciso mi raccomando, e va dichiarato)
- Lo faccio per te
(intanto portiamoci avanti coi crediti esigibili)
- Sono così stupida
(piangermi un po' addosso mi rende socialmente simpatica, umana, e tra l'altro mi porto avanti coi crediti esigibili così è più tollerabile quando sparerò merda su di te)
- Rifarei tutto quello che ho fatto
(invece noi vorremmo che non fossi mai esistita guarda un po')
- Sono una persona molto diretta
(eh certo se non fosse che in modo diretto dici di quelle cagate epocali..)
- Dico sempre quello che penso
(visto il livello noi invece preferiremmo che fingessi il pensiero che piace a noi)
- Voglio imparare ad amare
(se hai un divano e tanti libri..)
- Quando noi donne siamo unite..
(vi guardate subito l'un l'altra chi ha più cellulite ovvio)
- Sono irrazionale
(che non si pensi che tu sia piatta e scontata eh, mi raccomando)
- Sono molto istintiva, passionale
(le altre invece amano solo uncinetto dvd niente rapporti anali certo)
- Ho imparato ad essere diffidente
(sì fai bene anche perché la tua vita prevede dei rischi per cui metteresti in gioco l'equilibrio politico internazionale)
- Mi piacciono gli uomini che mi fanno ridere
(ma come? a tutte le altre invece piacciono quelli tipo i testimoni di geova!)
- Mi piace un uomo che sia uomo
(ho capito, non c'è verso che impari a cambiarti la gomma forata dell'auto)
- Sono cosciente dei miei limiti
(è vero, anche noi lo siamo sempre stati)
- Non mi conosco affatto
(che non passi l'idea che tu non sia una donna sorprendente)
- Mi conosco molto bene
(mi fa piacere, tutti noi invece non abbiamo mai avuto tutta questa curiosità di approfondire chi sei)
- Ci sono molti lati oscuri di me
(che fa tanto mistero e fuga l'idea che tu possa apparire come una figa di legno)
- Sono estremamente contraddittoria
(guardate che non ho mica la razionalità che fa sbadigliare dell'impiegata postale eh!)
- Mi fido molto del mio istinto
(poi però quando prendi le tranvate in faccia rompi i coglioni al mondo)
- Se ci tolgono i sogni cosa ci rimane?
(non sono mica una materialista!)
- Sono un’inguaribile sognatrice
(in pratica col cazzo che esco con te solo per scopare)
- Ho un carattere forte
(strano perché tutte dicono che si sentono donne zerbino)
- Vorrò una famiglia e dei figli, ma non subito
(prima è meglio andare qualche anno in ferie e bere molti spritz, giusto)
- Voglio un uomo che mi faccia sentire unica
(perché ora invece sei identificata con la massa..ma no cara dai, non è il caso)
- Voglio un uomo forte e tenero
(eh brava, così poi tu non fai un cazzo)
- Mi sento fragile e insicura
(non potrai fare l'agente segreto, poco male dai)
- Non ho certezze
(che non pensiate che non abbia sposato l'idea che bisogna mettere tutto in dubbio e che non sia dotata di capacità critica!)
- La mia fortuna è che riesco sempre a mettermi in discussione
(solidarietà. noi ti mettiamo in discussione molto più di te, fidati)
- Non mi do mai per scontata
(eh perché sei in evoluzione.. mica come le commesse del supermercato)
- Credo fermamente in me stessa
(ma che brillante..gli altri invece dicono sempre di credere al telegiornale)
- Ci vuole sempre un filo di autoironia
(con la vita di merda che fai mi sembra il minimo sdrammatizzare..)
- Ti amerò per sempre
(ma scusa non eri quella cosciente dei propri limiti?)
venerdì 16 ottobre 2015
il boxer dei vicini giocoso tenero buono simpatico bello io me lo bacio. è rincoglionito. lo incroci lo saluti e basta e come dicesse 'tutto qui mi saluti e basta? levate dal cazzo' si annoia subito e precipita a dormire. è simpaticissimo! talmente assuefatto a padronali moine vizi tiritere asfissianti dialogate che nemmeno con un imbecille sortirebbero empatia. i vicini sono care persone pure simpatiche e voglio loro bene, lei chiacchiera in modo devastante come sventagliasse d'un colpo solo con l'avambraccio la scrivania piena di roba e la scaraventasse per tutta la casa io devio la conversazione al cane morto. ci comprendiamo in tre come sordi che urlano.
comunque da piccolo tutti questi cani d'inverno in giro col paltò cappauei e mutande io non li vedevo. sarà forse che allora tutta l'aria del circondariato era impregnata di orgoglio di cane li vedevi girare a torso nudo come niente fosse una dimostrazione di autorevolezza per un verso sfottò verso il conformismo imperante per un altro (isaia XXIII, IV, comma ter - VLII, bis)
in effetti oggi i cani ce li hanno tutti e difatti se l'autorevolezza ce l'hanno tutti non conta sarebbe come girare con la gamba ingessata brandendo la spada. l'orgoglio del guinzaglio.
in effetti oggi i cani ce li hanno tutti e difatti se l'autorevolezza ce l'hanno tutti non conta sarebbe come girare con la gamba ingessata brandendo la spada. l'orgoglio del guinzaglio.
giovedì 15 ottobre 2015
"se uso il riguardo di non chiedervi l'opinione sulle cose è da un lato per evitarvi la mortificazione di esplicitare il vostro disaccordo con me, da un altro lato per preservare la vostra riservatezza che, per pura coincidenza, corrisponde alla mia fuga dalla noia e per ultimo, ma non da meno, per non rovinarmi quel fanciullesco candore dell'immaginarvi per un attimo come persone sorprendenti, una concessione estrema che faccio alla mia fantasia"
l'anarchico del tipo istituzionalizzato nasce sempre dopo il benpensante. socialmente il benpensante vince, barricato in difesa, e pagando sulla psiche il caro prezzo dei tentativi di rimozione del proprio odio verso il mondo mentre l'anarchico consola la propria sconfitta conservando la sensazione illusoria di vivere gratis, non conserva debiti ma resta un nostalgico dell'amarezza, un caporale del risentimento
ora, all'interno di un bellissimo bar nel bresciano: capitello con tabella sinottica su lavagna. capolavoro. se scarichi la foto puoi andare in qualsiasi ristorante del mondo e fare bella figura con il tuo partner estraendo all'uopo il tuo display e ordinando proprio quella parte che si trova lì e nominarla come si conviene; questo gesto ti darà un tocco intellettuale e indurrà il cameriere a gettarsi all'esterno del locale sfondando le vetrate e tutti ti guarderanno chiedendosi chi sei
martedì 13 ottobre 2015
gli autori italiani che si preoccupano per la concentrazione dell'editoria eh sì anche shakespeare giustamente se ne preoccupava o per dire te lo immagini leopardi che discute con la gruber? porcodio militanti statali in mutande bianche elastico molle in vita che fa l'onda con apertura laterale per il cazzo moscio
ragionamenti e comportamenti da poveracci sui social: (con Gracekelly Puntoit)
- (palma d'oro del poveraccio) pensare che si possano conoscere meglio le persone che usano nome e cognome reali rispetto a quelle che adottano nomi di fantasia
- (palma d'argento del poveraccio) non essere in grado di apprezzare o disprezzare il contenuto di un post senza traslare gli stessi giudizi sull'autore (stesso difetto del lettore poveraccio di libri, o dei fruitori d'arte in genere, cioè la quasi totalità della popolazione)
- preferire commentare e leggere chi ti commenta e legge
- pensare che chi mette un like sia necessariamente d'accordo con te, solidarizzi con te circa il tuo modo di vedere il mondo, e non invece che magari in altre dieci occasioni vorrebbe vederti morire
- pensare che gli apprezzamenti o le critiche debbano per forza migliorarti
- pensare che l'apprezzamento e il disprezzo riguardi la tua persona. la riguarda sì ma solo in via derivata. ognuno quando pensa e parla sta innanzitutto pensando e parlando di sé e proietta il proprio noto come fosse una pietra di paragone comune
- pensare che se tu leggi e commenti assiduamente qualcuno costui dovrebbe farlo anche con te
- pensare che i tanti like che ricevi derivino dal fatto che sei interessante. non è necessariamente così, anzi. la stragrande maggioranza degli apprezzamenti va alla persona alla simpatia al fatto che sei ruffiano leccaculo che dai retta a tutti che soddisfi il bisogno degli altri di sentirsi apprezzati e commentati eccetera quindi tutto tranne i contenuti che posti che nel 99% dei casi sono banalità che fanno sbadigliare
- pensare che con il postare aforismi saggi ti si possa scambiare per una persona interessante
- pensare che noi tutti non si veda l'ora di conoscere la genialità l'unicità la meraviglia il miracolo dei tuoi figli
- pensare che far sapere a tutti che anche quest'anno sei andato in ferie (testimoniato da immancabile reportage) dia un incentivo al lettore per essere poi meno severo circa la tua carenza epocale di contenuti
ps: per quelli che sono ancora indecisi tra nome reale e finto segnalo che per dire caravaggio lo conosci per il luogo da cui proviene mica ti interessa del nome e cognome quindi se per esempio ti chiamassi Chicca Gava oltre che nome inopportuno non ti cagherebbe comunque nessuno visto che non sei famosa ma se adottassi che ne so Isotta da Frascati? pensaci
-----------------------------------
da Gracekelly Puntoit:
con Francese Gatto, il serio e la grezza, alternato
(palma d'oro del poveraccio) pensare che si possano conoscere meglio le persone che usano nome e cognome reali rispetto a quelle che adottano nomi di fantasia
-Questo con ‘sto nome strano mi sa di fake stalker, anzi forse è una femmina travestita da maschio che cerca femmine, oppure è una milf che fa la ragazzetta con le foto delle russe
- (palma d'argento del poveraccio) non essere in grado di apprezzare o disprezzare il contenuto di un post senza traslare gli stessi giudizi sull'autore (stesso difetto del lettore poveraccio di libri, o dei fruitori d'opere d'arte, cioè la quasi totalità della popolazione)
-si vede chiaramente che è un cretino. Guarda che cultura che gli hanno trasmesso i genitori. Per non parlare dei suoi nonni
- preferire commentare e leggere chi ti commenta e legge
-’sta stronza saranno due settimane che non mi caga. Ah per me sta fresca che la commentp
- pensare che chi mette un like sia necessariamente d'accordo con te, solidarizzi con te circa il tuo modo di vedere il mondo, e non invece che magari in altre dieci occasioni vorrebbe vederti morire
-Ho 264 like sulla foto profilo. Una vita che mi dicono che so’ una cozza. L’invidia, vedi. Almeno sui social vieni apprezzata e ti vogliono bene
- pensare che gli apprezzamenti o le critiche debbano per forza migliorarti
-Ora devo scrivere dei commenti per ringraziare chi mi sta facendo crescere dentro, anche se mi dice che sono un cane.Me lo merito, ma ce la farò
- pensare che l'apprezzamento e il disprezzo riguardi la tua persona. la riguarda sì ma solo in via derivata. ognuno quando pensa e parla sta innanzitutto pensando e parlando di sé e proietta il proprio noto come fosse una pietra di paragone comune
-eh, questo è figo, mi mette in soggezione, questo m’ha visto i punti deboli, velocissimo esenza manco conoscermi, grazieee
- pensare che se tu leggi e commenti assiduamente qualcuno costui dovrebbe farlo anche con te
-è inutile che passo le giornate a cliccare tutta l’hp, non serve a niente, c’ho solo un commento e io ne ho scritti 47
- pensare che i tanti like che ricevi derivino dal fatto che sei interessante. non è necessariamente così, anzi. la stragrande maggioranza degli apprezzamenti va alla persona alla simpatia al fatto che sei ruffiano leccaculo che dai retta a tutti che soddisfi il bisogno degli altri di sentirsi apprezzati e commentati eccetera quindi tutto tranne i contenuti che posti che nel 99% dei casi sono banalità che fanno sbadigliare
-a me i social piacciono perche’ la gente mi stima dentro e non certo perche’ ieri ho scritto a tutti un messaggio collettivo per dire quanto sono belli simpatici vvb vvtb
- pensare che con il postare aforismi saggi ti si possa scambiare per una persona interessante
-stavolta ho spaccato col link di Wilde, che poi lo capiscono che sei intelligente, finalmente, m’hanno pure scritto “mi hai emozionato”
- pensare che noi tutti non si veda l'ora di conoscere la genialità l'unicità la meraviglia il miracolo dei tuoi figli
-i miei figli so’ i meglio e ora taggo tutti i miei contatti senza controllo diario cosi’ li diffondo, percè se lo meritano e possono insegnare agli altri genitori come si fa a fare figli diversi
Peccato che qualcuno controlla sto diario, ma perche’?
- pensare che far sapere a tutti che anche quest'anno sei andato in ferie (testimoniato da immancabile reportage) dia un incentivo al lettore per essere poi meno severo circa la tua carenza epocale di contenuti
-se non metto la foto bikini, sticazzi che ci credono che ho fatto mare per due mesi e dieci giorni. Schiattate!
ps: per quelli che sono ancora indecisi tra nome reale e finto segnalo che per dire caravaggio lo conosci per il luogo da cui proviene mica ti interessa del nome e cognome quindi se per esempio ti chiamassi Chicca Gava oltre che nome inopportuno non ti cagherebbe comunque nessuno visto che non sei famosa ma se adottassi che ne so Isotta da Frascati? Pensaci
-Tua, Isotta da Frascati che c’ho una luce verdognola su photoshop, stile Merisi
- (palma d'oro del poveraccio) pensare che si possano conoscere meglio le persone che usano nome e cognome reali rispetto a quelle che adottano nomi di fantasia
- (palma d'argento del poveraccio) non essere in grado di apprezzare o disprezzare il contenuto di un post senza traslare gli stessi giudizi sull'autore (stesso difetto del lettore poveraccio di libri, o dei fruitori d'arte in genere, cioè la quasi totalità della popolazione)
- preferire commentare e leggere chi ti commenta e legge
- pensare che chi mette un like sia necessariamente d'accordo con te, solidarizzi con te circa il tuo modo di vedere il mondo, e non invece che magari in altre dieci occasioni vorrebbe vederti morire
- pensare che gli apprezzamenti o le critiche debbano per forza migliorarti
- pensare che l'apprezzamento e il disprezzo riguardi la tua persona. la riguarda sì ma solo in via derivata. ognuno quando pensa e parla sta innanzitutto pensando e parlando di sé e proietta il proprio noto come fosse una pietra di paragone comune
- pensare che se tu leggi e commenti assiduamente qualcuno costui dovrebbe farlo anche con te
- pensare che i tanti like che ricevi derivino dal fatto che sei interessante. non è necessariamente così, anzi. la stragrande maggioranza degli apprezzamenti va alla persona alla simpatia al fatto che sei ruffiano leccaculo che dai retta a tutti che soddisfi il bisogno degli altri di sentirsi apprezzati e commentati eccetera quindi tutto tranne i contenuti che posti che nel 99% dei casi sono banalità che fanno sbadigliare
- pensare che con il postare aforismi saggi ti si possa scambiare per una persona interessante
- pensare che noi tutti non si veda l'ora di conoscere la genialità l'unicità la meraviglia il miracolo dei tuoi figli
- pensare che far sapere a tutti che anche quest'anno sei andato in ferie (testimoniato da immancabile reportage) dia un incentivo al lettore per essere poi meno severo circa la tua carenza epocale di contenuti
ps: per quelli che sono ancora indecisi tra nome reale e finto segnalo che per dire caravaggio lo conosci per il luogo da cui proviene mica ti interessa del nome e cognome quindi se per esempio ti chiamassi Chicca Gava oltre che nome inopportuno non ti cagherebbe comunque nessuno visto che non sei famosa ma se adottassi che ne so Isotta da Frascati? pensaci
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da Gracekelly Puntoit:
con Francese Gatto, il serio e la grezza, alternato
(palma d'oro del poveraccio) pensare che si possano conoscere meglio le persone che usano nome e cognome reali rispetto a quelle che adottano nomi di fantasia
-Questo con ‘sto nome strano mi sa di fake stalker, anzi forse è una femmina travestita da maschio che cerca femmine, oppure è una milf che fa la ragazzetta con le foto delle russe
- (palma d'argento del poveraccio) non essere in grado di apprezzare o disprezzare il contenuto di un post senza traslare gli stessi giudizi sull'autore (stesso difetto del lettore poveraccio di libri, o dei fruitori d'opere d'arte, cioè la quasi totalità della popolazione)
-si vede chiaramente che è un cretino. Guarda che cultura che gli hanno trasmesso i genitori. Per non parlare dei suoi nonni
- preferire commentare e leggere chi ti commenta e legge
-’sta stronza saranno due settimane che non mi caga. Ah per me sta fresca che la commentp
- pensare che chi mette un like sia necessariamente d'accordo con te, solidarizzi con te circa il tuo modo di vedere il mondo, e non invece che magari in altre dieci occasioni vorrebbe vederti morire
-Ho 264 like sulla foto profilo. Una vita che mi dicono che so’ una cozza. L’invidia, vedi. Almeno sui social vieni apprezzata e ti vogliono bene
- pensare che gli apprezzamenti o le critiche debbano per forza migliorarti
-Ora devo scrivere dei commenti per ringraziare chi mi sta facendo crescere dentro, anche se mi dice che sono un cane.Me lo merito, ma ce la farò
- pensare che l'apprezzamento e il disprezzo riguardi la tua persona. la riguarda sì ma solo in via derivata. ognuno quando pensa e parla sta innanzitutto pensando e parlando di sé e proietta il proprio noto come fosse una pietra di paragone comune
-eh, questo è figo, mi mette in soggezione, questo m’ha visto i punti deboli, velocissimo esenza manco conoscermi, grazieee
- pensare che se tu leggi e commenti assiduamente qualcuno costui dovrebbe farlo anche con te
-è inutile che passo le giornate a cliccare tutta l’hp, non serve a niente, c’ho solo un commento e io ne ho scritti 47
- pensare che i tanti like che ricevi derivino dal fatto che sei interessante. non è necessariamente così, anzi. la stragrande maggioranza degli apprezzamenti va alla persona alla simpatia al fatto che sei ruffiano leccaculo che dai retta a tutti che soddisfi il bisogno degli altri di sentirsi apprezzati e commentati eccetera quindi tutto tranne i contenuti che posti che nel 99% dei casi sono banalità che fanno sbadigliare
-a me i social piacciono perche’ la gente mi stima dentro e non certo perche’ ieri ho scritto a tutti un messaggio collettivo per dire quanto sono belli simpatici vvb vvtb
- pensare che con il postare aforismi saggi ti si possa scambiare per una persona interessante
-stavolta ho spaccato col link di Wilde, che poi lo capiscono che sei intelligente, finalmente, m’hanno pure scritto “mi hai emozionato”
- pensare che noi tutti non si veda l'ora di conoscere la genialità l'unicità la meraviglia il miracolo dei tuoi figli
-i miei figli so’ i meglio e ora taggo tutti i miei contatti senza controllo diario cosi’ li diffondo, percè se lo meritano e possono insegnare agli altri genitori come si fa a fare figli diversi
Peccato che qualcuno controlla sto diario, ma perche’?
- pensare che far sapere a tutti che anche quest'anno sei andato in ferie (testimoniato da immancabile reportage) dia un incentivo al lettore per essere poi meno severo circa la tua carenza epocale di contenuti
-se non metto la foto bikini, sticazzi che ci credono che ho fatto mare per due mesi e dieci giorni. Schiattate!
ps: per quelli che sono ancora indecisi tra nome reale e finto segnalo che per dire caravaggio lo conosci per il luogo da cui proviene mica ti interessa del nome e cognome quindi se per esempio ti chiamassi Chicca Gava oltre che nome inopportuno non ti cagherebbe comunque nessuno visto che non sei famosa ma se adottassi che ne so Isotta da Frascati? Pensaci
-Tua, Isotta da Frascati che c’ho una luce verdognola su photoshop, stile Merisi
per lasciare delle magnifiche francesine bicolore codadirondine in una rastrelliera all'ingresso di una moschea avrei dovuto proprio odiarmi con tutto il fegato del mondo e se poi me le facevano saltare in aria col sentex? istanbul. mi presentai in aplombe volutamente ieratico con delle bellissime espadrillas di marca defonseca nuove nere fiammanti che riposte nella rastrelliera in mezzo alla melma calzaturiera generale ti potevano suscitare brezze, immagini soavi un virgilio che traghetta gucci una chanel con le dita dentro le mutandine e via dentro molto bello quindi fuori, scanzonati a togliere i doppi calzini e gettarli nel bosforo come tutti i veri innamorati come chi poteva anche non essere lì
martedì 6 ottobre 2015
se vai in sudafrica al kruger park di notte in una jeep ti sbuca un ippopotamo all'improvviso ti taglia la strada tu resti molto stupito tipo un bambino è molto grosso questa sagoma nera di notte che spunta un ciccione agilissimo! subito dopo, volendo, tu realizzi che lui si fa i fatti suoi anche se tu non sai quali all'alba l'istrice, tu hai mai visto l'istrice che corre come una scheggia con quel ventaglio acuminato sulle spalle? io sì e credimi incute rispetto ma anche le ...zebre di giorno potrebbero risultarti banali ma quando sono cinquanta che di corsa ti falciano da vicino la visuale è una gioia che fa male la giraffa no è molto lenta ma solo se vuole ti si para davanti a tre metri e tu sei talmente piccino sovrastato scaraventato via dalla bellezza che te ne vai a fare in culo mangiando un panino. poi c'è il rinoceronte. disumana potenza del non divenire. sta lì.
è del tutto logico pensare che la coscienza impersonale sia nata prima dell'uomo dato che l'uomo non è nato dall'uomo. se punti il proiettore sulla pellicola ne esce l'immagine ma non serve che l'immagine trascenda se stessa per ritornare al proiettore. l'io non si trascende perché è già filmato e, oltre che impossibile, non serve nemmeno trascenderlo: chi si preoccupa di 'elevare' l'immagine ne crea solo un'altra. sarebbe come sedersi in una latrina e poi infiocchettare la merda per farla ritornare in culo più sobria, l'imbellettamento nauseabondo di un'identità mai appartenuta: appropriazione indebita.
l'autoreferenzialità è un fuori luogo per la persona ordinaria, meschina, opportunista e ipocrita; è una necessità invece per l'essere in evoluzione (intesa come regressione dall'umano, dal sociale, dal cittadino): è attinente alla capacità critica, auotocritica, è tensione alla purezza, con la consapevolezza dell'utopia contenutavi, consapevolezza che, se stabile e radicata, liquida ogni strabico velleitarismo e fa stare a cavallo dell'onda senza timore in convivenza piena con l'avventura instabile del divenire
le rotonde in luogo dei semafori sono una benedizione di dio difatti dio te lo immagini circolare e fluido mica come uno che ti frena invece i dissuasori della velocità quelle cunette artificiali sono una merda secca creata da una mente di merda pietrificata c'è poi da rilevare che in quelle giornate, benedette, in cui ti fermi in rotonda per dare precedenza puoi anche trovare chi non ha ancora dopo anni capito benissimo il machiavellico meccanismo rotatorio di dio e si ferma in piena rotonda per dare precedenza a destra cioè dove staresti proprio tu ad attendere allora vorresti smontare dall'auto e invece di fracassargli il cofano con un pugno potresti anche aprirgli la portiera tirarlo fuori di peso e abbracciarlo fortissimo dicendogli bravo attendevamo da tempo chi riuscisse finalmente a interrompere la vorticosa fluidità di dio
sabato 26 settembre 2015
un serio approfondimento di sé parte dall'umiltà di base di far proprio il pur strumentale postulato cardine che niente esiste in sé; prosegue poi con il secondo postulato di interdizione corrispondente alla comprensione che gli altri hanno sempre torto; il terzo coincide con la realizzazione che le entità 'io' e 'gli altri' sono la stessa cosa e che quindi le questioni della ragione e del torto erano solo funzionali e non serve più prenderle in considerazione; il quarto stadio è dove si spegne la luce e tutto funziona chiarissimo in automatico (tenendo sempre presente la postilla, quando quelle rare volte dovessero sorgere dubbi, che gli altri hanno sempre torto). ti viene forse la curiosità di chiedermi che cosa succede dopo il quarto stadio? niente. se mi poni questa domanda allora è probabile che non arriverai nemmeno al primo stadio
la meraviglia delle percussioni. non lo conoscevo ma mi si dice uno dei numeri uno al mondo nelle congas. pensavo di guardarne solo un pezzo invece mi ha rapito sino alla fine. ricorda un po' maradona ma in versione umile e quando spiega (l'inspiegabile) fa anche molta tenerezza. certi uno due tre quattro di attacco dove pare avviato verso la trance..favoloso
Conga Virtuoso Giovanni Hidalgo Video Completo.
youtube.com
il grande artista è inerme, traforato, colabrodo vivente. attraverso i suoi buchi noi vediamo di più che dal nostro sguardo intatto
dedicato a Manuela Franco e Ianus Pravo
dedicato a Manuela Franco e Ianus Pravo
c'è una sottile violenza inespressa nel tirchio, e anche una timidezza povera. è il contrario della goccia che fa traboccare il vaso, cioè un'infinità di gocce che non lo riempiranno mai. certi tirchi, come variante, possono anche rischiare di morire agitati, per contrizione: è un pentimento veramente pesante quello che potrebbe pararsi in faccia al tirchio, generato dall'impossibilità di poter godere della felicità altrui derivata da slanci di generosità e contemporaneamente restare col freno a mano tirato difronte al fuoco che monta di un sentimento violento o tenero che sia. e la violenza, se non ha un canale di sfogo, si sa, lo trova da sé, a prescindere dalla volontà dell'interessato.
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