lunedì 23 novembre 2015

la portinaia si sta spegnendo. la vedo di rado in quel palazzo dove premo il bottone per salire in alto dall'avvocato tutta verve di bocca e non solo a parole. l'androne maestoso profonde una luce piatta sicché il corpo piccolo vi aleggia dentro lento, il volto smunto incastonato come in una foto secolare le guance esangui gli occhi senza soli né temporali non una parola dritta affilata che ti faccia girare è tutta piena di morte, e una gentilezza e un amore che la vorrei come una bimba cullare ma poi, in quell'ascesa rapida, penso alle porte che si spalancheranno in quell'ufficio e dentro lei, e nelle sue carni arriveranno attimi di buio che voleranno via e tutte le vite e le morti non saranno più

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