sabato 14 novembre 2015

esorto caldamente chi vorrebbe occuparsi seriamente di questioni inerenti l'interiorità, la spiritualità, ad ossevare con integrità se queste non fungano semplicemente da escamotage consolatorio di reazione alle proprie frustrazioni materiali ed economiche.
le proprie energie vanno prima incanalate per risolvere i problemi di base inerenti il corpo/mente, i sensi e il portafoglio.
per andare in profondità (distacco presente e consapevole, cioè vita qualitativamente intensa) ...
e assumere una visione dell'esistente 'a tutto tondo' è necessaria una quiete di base, pena il precipitare continuo nel cazzeggio del flirtare con la propria mente inevitabilmente pirotecnica. in questo senso non si deve assolutamente dare credito agli artisti quando questi, per velleitarismo, vanità o ignoranza, tendono a identificare il proprio inconscio, e quindi la loro opera, necessariamente col 'medium' che a lor vedere dovrebbe far da ponte tra l'umano e il divino: non è così.
ci sta tremendamente a cuore l'arte e l'artista per rifiutare qualsiasi insegnamento di vita che venga 'intenzionalmente', ripeto, intenzionalmente dall'artista medesimo: non è compito dell'artista migliorare la vita del prossimo, e questo tutti i grandi artisti lo sanno e quelli che non lo sanno sono solo dei burocrati dispensatori di immaginette e parole decorative o peggio dei fanatici.
fare molta attenzione quindi a mettere sul piedistallo l'artista e farne un veicolo/attaccapanni/linea guida per la propria ricerca interiore.
essere sgombri, non tonni.


buon ferragosto

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