lunedì 23 novembre 2015

foto di Francese Gatto.
foto di Francese Gatto.
foto di Francese Gatto.
abbiamo l'esperto delle ferite, ma solo di quelle piccole eh mi raccomando
sempre quella del cane che piomba a dormire stracco se non gli fai le smancerie convinte. l'ho incrociata a fare footing di mattina presto dentro la nebbia, bellissimo andare a correre di mattina presto nell'umido eh guarda, uno spettacolo, ritorni raccontandoti di sentirti cazzuto invece sei semplicemente una fetta di stronzo fradicia. il suo iperattivismo cerebrale la costringe continuamente nel fare, un crogiuolo affastellato di iniziative su cui poi vorrebbe pure intrattenerti! libertà. la mia libertà comincia quando finisce la vita degli altri (ridete). ma perché invece la gente non va a fare squirting depensandosi e si leva dai coglioni del flusso mentale? lo scoprirò e ve lo dirò
la felicità, giustamente, vuole sempre essere differita. siccome essa è sempre in tempo reale e tu mai, ecco che sorge la necessità di non trattenerla mai: in pratica si accompagna a te solo quando non esisti, pare uno scherzo, invece è un gioco che funziona solo in tempo reale. tu esisti in tempo reale? chiedilo alla felicità
ogni volta che lo incrociavo il signor baroni mi chiedeva sempre cos'avevo da raccontare ma io detestavo chi aveva quelle assurde pretese di tener strette le vite quella smania malata di intrattenimento io volevo guardare il movimento delle cose restando fermo come il crisantemo sotto i soli di marzo lui si muoveva come il fango pestato di fretta nelle piogge d'autunno era un gorgo sordo non stava mai fermo non avrebbe di certo avuto il tepore di volgere in canto una banalità qualunque di scoppiare in silenzio per lo stupore di un nulla delle mie parole ne avrebbe sgranocchiato appena l'aria farfugliandovi sopra con le bave dei cani cosí in vent'anni di incontri non scambiammo mai una parola e dopo questo tanto lungo niente morí
foto di Francese Gatto.
foto di Francese Gatto.
foto di Francese Gatto.
foto di Francese Gatto.
come al solito solo cacciari è mille spanne sopra chiunque ti fa vedere la fiaba dei mille nani
il ministro gentiloni ha un fuoco interiore lo senti ti dà subito la sensazione di chi ti può difendere, d'altrocanto da giovane militava con capanna, che già il nome ti fa sentire protetto
appello: mandami anche tu 2 euro che compriamo un cuneo anale a beppe severgnini
quando lo scritto è musicale non puoi dire convintamente di aver letto ciò che è scritto, saresti solo umano, uno sbadiglio. non si può capire sé stessi, ma nemmeno serve, c'è solo il testimoniare e chi testimonia è qualcosa d'altro, non tu
guardo il tuo culo e mi prende per mano la madonna poi la mano scompare chiudo gli occhi e il buio appare chi fosse lì io non lo so eppure accade
infatuazione era il secondo nome che dava alla sue superficialità anche se questo termine lei non lo usava per denigrarsi ma per retrocedere dalle convinzioni di facciata che l'avrebbero portata dentro vicoli ciechi nebulose stellari ma lei vedeva il suo vedere spalmava grossi pezzi di burro sul pane mentre dalla finestra spalancata guardava fissa i gabbiani immobili spostò i capelli violentemente dagli occhi come chi non ammetteva di essere disturbato nei momenti di concentrazione non era questa una faccenda frivola e poi via, il boccone ancora in bocca uscì nuda nella sabbia a passi decisi tuffandosi tutta dentro il mare
individualismo nell'accezione miserabile del termine significa sentirsi dotati di un'identità autonoma, riconoscibile; in quella più nobile invece subentra la consapevolezza di realizzare molte identità di volta in volta casuali, e quindi tutte, comprese tutte quelle a venire. si vorrà sapere perché la seconda accezione la si definisce col termine individualismo: per via della consapevolezza dell'essere totalizzante, consapevolezza che può appartenere solo a un individuo (e non un collettivo) che non sia del tipo individualista (identitario). nel senso più alto del termine quindi esiste solo l'individuo e in esso è contenuta qualsiasi parabola: gli altri, la società, il mondo e dio.

il Francese per i centri sociali autogestiti
i grandi scrittori parlano di voi parlando di sé. io invece sono più diretto parlo di voi e basta
la vitalità del tuo pensiero aumenta ma non quella dell'atto. sei come sulla sedia elettrica incapace di morire