venerdì 29 maggio 2015
prima la bambina di una mia amica quattro anni mi guarda fissa seria silenziosa io la guardo ci guardiamo allora muovo di sottecchi a sarcastico rimprovero come dire guarda che muso da birbante che hai renditene conto lei sfodera la manina in un ok sorridendo non si sa perché. riso tanto tenerezza infinita
mercoledì 27 maggio 2015
l'universo oceanico che sta dietro alla parola 'accettazione' è per chi guarda dentro e vede cattedrali, eremi, deserti senza paura. non salotti o centri sociali o bar. i solamente idealisti o passionali o riflessivi ne mutuano il concetto evocando sensazioni quali passività, rinuncia, inazione, mancanza di volontà, financo debolezza di sentimenti; ebbene, questi ciarlatani dalla consapevolezza in bretelle non si possono che definire con un solo termine: la massa. inutile e s...uperficiale, seppur necessaria. è necessario il necessario per comprendere l'inutile. 'accettazione' è un termine su cui puoi stare in piedi e svettare solo nudo e magnifico. per ora tu che leggi accontentati di ciabatte canottiera tatuaggi e cotillons: prenderne atto è il primo passo verso la retrocessione dalla tua frivola spaesata e triste volontà di sentirti compreso e 'sociale'.
la carfagna non potrà mai diventare un leader perché ha sempre gli occhi sbarrati e tirati quando parla come se avesse un dito in culo perenne poi quando la fermano per strada glissa ma non è che glissi dando del cretino al giornalista che allora ci starebbe glissa sempre con il solito dito in culo e allora ti viene in mente una figa di legno e a me invece piace la figa morbida che si apre
sabato 23 maggio 2015
passeggiamo ti guardo la mano gesticola lenta come il lamento di un piano cos'hai dipinto sopra quella tela nera? due occhi, guardavano il costato aperto deserto rosso come foglie d'ottobre sopra un campo entriamo in quel bar? mettiamo le bocche in quei bicchieri di vino incroci le gambe sorridi ti sposti i capelli cadono lo stesso è tutto un modo di dire sì, adesso
se tu, lettore idealista orizzontale creatore di mondi ramificati, e in quanto idealista mediamente sprovveduto e poco avvezzo ad un linguaggio verticale da caverne profonde, se tu, conservi un io focoso e reattivo lo conserverai anche dopo. questo è indifferente. allo stesso tempo se t'è capitato un io mite e riflessivo lo conserverai anche dopo. anche questo è indifferente. prima l'io durava tanto, poi durerà poco. e questo sarà oceanicamente differente. è così che va. migl...iaia di volte al giorno questo tuo oggetto detto io emergerà dal testimone e vi sprofonderà rapidamente. prima ti infastidivi turbavi spaventavi soffrivi per ore giorni anni credendo che le cose e i mondi potessero durare, poi ti spaventerai per secondi. anche molte volte non importa, ma per secondi. e allora? allora niente. il grande disintegratore di mondi che non durano. cambia l'intensità? affatto. vita vissuta intensamente eccome. burrascosamente o pacatamente. questo è indifferente. cambia la durata. quando ti spaventi al cinema tutto passa in fretta perché sai (sei) di essere seduto comodamente sul testimone: la poltrona è reale il film sì e no. eppure ti spaventi eccome, ma senza controindicazioni. il testimone c'è sempre l'io va e viene, come e quando vuole lui. tutto il mondo ti consiglierà i metodi per spaventarti di meno, la psicanalisi sul perché ti spaventi la meditazione distraendoti. prova se ci riesci. terrai solo a bada lo spavento per un po', e poi ritornerai lo stesso cretino (a noi molto caro) di prima. se invece fai come ti dico il problema diventa un problema che non sussiste, tranciato alla radice. questa è la via diretta, più difficile ma più solida. e perché lo dico io? perché io la so, la sono. osservazione dell'oggetto che dice 'io esisto' 'io penso' 'io sento'. sempre. per tutta la vita. chiedersi 'chi?'. in seguito quell'oggetto apparirà breve sopra ciò che vive, che diventa sempre più evidente e che sa di vivere senza pensarlo. più in là non penserai nemmeno più, i pensieri funzioneranno da sé senza che tu debba sentire di prenderli in carico quando li pensi. questo mondo che diverrà sempre più evidente non è un mondo nel tempo. spaventati pure a morte, non c'è da temere, osserva 'io mi spavento a morte', 'chi' si spaventa? non lo sai. fallo
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