mercoledì 27 maggio 2015

l'universo oceanico che sta dietro alla parola 'accettazione' è per chi guarda dentro e vede cattedrali, eremi, deserti senza paura. non salotti o centri sociali o bar. i solamente idealisti o passionali o riflessivi ne mutuano il concetto evocando sensazioni quali passività, rinuncia, inazione, mancanza di volontà, financo debolezza di sentimenti; ebbene, questi ciarlatani dalla consapevolezza in bretelle non si possono che definire con un solo termine: la massa. inutile e s...uperficiale, seppur necessaria. è necessario il necessario per comprendere l'inutile. 'accettazione' è un termine su cui puoi stare in piedi e svettare solo nudo e magnifico. per ora tu che leggi accontentati di ciabatte canottiera tatuaggi e cotillons: prenderne atto è il primo passo verso la retrocessione dalla tua frivola spaesata e triste volontà di sentirti compreso e 'sociale'.

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