martedì 21 luglio 2015

Se entri in un giardino naturista e tutti sono con fiche e minchie al vento non è assolutamente detto che ti stia trovando in mezzo a persone libertarie e tolleranti verso il prossimo. Stiamo solo parlando di corpi. Ora tu lettore leggermente evoluto mi obietterai che il corpo non è separato dalla mente, e questo è vero da un certo punto di vista che va per la maggiore e tu hai un modo di pensare che va per la maggiore è per questo che capisci poco o nulla di quello che vogli...o dire io quando sembra che dica solo quello che ti aspetti di capire. Ma andiamo avanti. Potresti essere tanto disinibito nel rapporto col corpo come incatramato nel cervello, soprattutto quando al corpo in mostra dai una valenza specifica, che non è altro che l'immagine che hai di te stesso iconizzata, e si sa, ogni icona sorge dal candore del nulla per diventare melma, rinsecchirsi e quindi pietra. Ogni immagine è volgare, disse bene colui che lo disse. E' vero comunque che il naturista tende ad avere un'indole pacifica, il che non è poco, già mettersi nudi, quando non trattasi di esibizionismo, è un lieve e inconsapevole passo indietro rispetto all'identità, un primo moto di redenzione per rendersi in qualche modo indifesi. E se non hai bisogno di difenderti decadono anche i motivi per attaccare, ché attaccare stanca. Non c'è comunque da illudersi: la natura resterà bella e violenta, e il naturista non è altro che uno sbadiglio della natura.

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