Lasciando da parte i gazzettieri, se pensate che chi scrive debba sentirsi un vostro pari siete lettori che leggono col biberon in culo.
Non c'è pari e dispari, non c'è proprio nessun confronto. Chi scrive o tenta di poetare così spoetizzandosi e togliendosi da coglioni (suoi e voi) o se tenta di filosofare tenta di togliere dai coglioni voi partendo dal farlo con sé. Svegliarsi, i campanellini vi suonano in testa. Questa cosa per cui il lettore insorge pensando che lo scrittore 'creda' a quel che dice e per cui si sente poi di assumere un ruolo di 'interlocutore' (tutto armato di bella coerenza!) è tipica allucinazione da urna funeraria votante o astenuta che sia, in pratica la latrina della vostra personalissima 'cittadinanza'.
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