giovedì 4 giugno 2015
dialettica salvini/venditti = miseria nera, sottosviluppo destrorso/sinistrorso. entrambi = inutilità del vivere, biglietto solo andata per siberia. blaterare di politica quando l'arte non c'è più (venditti è oramai un morto che cammina) = morte civile, rigurgito penoso del 'siccome cantavo bene e mi si ascoltava ora invece parlo e dovrebbe essere lo stesso'. invece no, c'è solo commiserazione triste dello stucchevole. un politico che fa cagare può anche essere cristallino nella sua follia, ma un artista in cui muore l'arte e si converte a tutti i costi al 'parlare' fa invece cagare ma del tipo diarrea opaca e smunta. meglio sempre un folle con la minchia in tiro che un patetico col cazzo tiepido, il primo almeno da qualche parte si schianta il secondo invece te lo ritrovi sempre tra i coglioni che spunta subdolo dalle retrovie
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