venerdì 1 maggio 2015

prima di lanciarmi dal ponte in un vuoto di cento metri con una corda elastica attaccata ai piedi figurativamente mi cagavo sotto praticamente avevo una morsa che mi attanagliava i coglioni. mai più. che spesso l'attesa sia più feroce del fatto lo sapevamo. non sapevamo però che mi sarei presentato in bermuda ed espadrillas al tema di italiano agli esami di maturità. al disappunto degli esaminatori esternato a voce alta davanti a tutti verso un 'qualcuno dall'abbigliamento no...n consono' pensai di aggiungere nello scritto qualche troiata in più e presi dieci. non mi espressi al massimo, feci semplicemente del 'loro meglio' anche se alla fine non mi parve opportuno farglielo notare. da quella volta non sono più riuscito a togliermi questa arroganza che mi appartiene carica di realismo trascendentale, se vuoi anche di buon senso. in fin dei conti non l'ha mica detto nessuno, potendolo provare inopinatamente, che io sia venuto al mondo.

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