martedì 14 aprile 2015

teniamo sempre ben presente (se questa mia sociologia fosse scritta da altri la detesterei ma scritta da me l'amo perché mi mette di buon umore soprattutto quando carica di fastidiosa prosopopea e quando è scritta perfettamente la qual cosa mi fa sempre ridere molto) che una donna quando comprende, accudisce, vezzeggia, prova empatia per la sensibilità la forza la passione la fragilità (che un po' sempre ci vuole la fragilità, fa tanto poeta!) di un uomo e gli si vota accanto... come unica depositaria di una (matematica) paziente opera di risanamento e ricostruzione spirituale e comportamentale ecco: stiamo parlando solo banalmente di personalissimo desiderio di controllo per l'autoconservazione e di prolungamento della specie che non è altro che clonazione di sé: tutto questo sublime impeto oceanico da supermercato sul diarietto della sera tu lo chiami amore

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