lunedì 20 aprile 2015

se la santità per gli altri è la rinuncia alla carne la mia invece è avere rinunciato alla rinuncia, anche perché, con la carne, sono in grado di costruirti castelli in aria, sarebbe un peccato. una rinuncia al quadrato è meglio che una semplice. sono santo elevato alla potenza. un po' come all'università l'essermi ritirato dopo aver passato un esame, una volta saputo che avrei potuto laurearmi facilmente e a pieni voti vi si poteva tranquillamente rinunciare (e perché non av...evo voglia di studiare quello che non avevo voglia di studiare). oppure quando già adulto ho messo le mani per due anni al pianoforte, un kawai dal suono caldo e sfuggente che amo smisuratamente rispetto a quelli dal timbro secco e cristallino che non ho mai provato ma non serviva, lo sapevo già. mi sono emozionato e ho pianto, bastava due minuti, per questo non serviva andare al pianobar. sono santo in quanto rinuncio senza senso della rinuncia: è come accettare la mancanza perché la completezza ti è solo un accessorio. la santità è il mio silenzio incomprensibile in vita che voi vedete come oceano immenso e io come galassie ridenti che avvolgono quel mare

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