giovedì 30 aprile 2015

Leggendo.

Sull'auto-osservazione.

".. Ma, certamente: bisogna avere una forza contraria; saper volare in lontananze così vaste e lontane, da vedere in basso, molto in basso sotto di sè, anche le cose più ammirate, e molto vicino ciò che forse si è disprezzato." ...
(Nietzsche, Frammenti postumi 1884)

E, dall'autoindagine al superamento della coscienza/linguaggio o superamento dell' Io.
"… Questo è il vero
fenomenalismo e prospettivismo, come lo intendo io: la natura della coscienza animale
implica che il mondo di cui possiamo avere coscienza è solo un mondo di superfici e di
segni (Oberflächen und Zeichenwelt), un mondo generalizzato e volgarizzato — che
tutto quanto si fa cosciente diventa per ciò stesso piatto, esiguo, relativamente stupido,
generico, segno, segno distintivo del gregge; che a ogni divenire coscienti è collegata una
grande fondamentale alterazione, falsificazione, riduzione alla superficialità e
generalizzazione.
.. un apparato conoscitivo che vuol conoscere se stesso!! Bisognerebbe aver superato
questa assurdità insita nel compito! (Lo stomaco che consuma se stesso!)
.. È insensata una critica delle facoltà della conoscenza: come dovrebbe uno strumento
poter criticare sé stesso, se esso può utilizzare solo sé stesso per la critica! Non può
nemmeno definire se stesso!"


 (Nietzsche, frammenti, 1884-1885)

Omaggio a un quattordicenne senza tempo, Il Francese.

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