martedì 21 aprile 2015
a volte mi piace entrare nei bar di quart'ordine di quelli frequentati da vecchi o persone dal futuro incerto, un po' bui, che senti un odore stantio nell'aria, di quelli che con una passata di spugna ti puliscono il banco d'alluminio che poi resta l'alone e che sugli scaffali dimorano esigue quantità di liquori. e che il barista stanco ti serve perché di solito si fa così potrebbe entrare un vescovo la regina o uno struzzo che la palpebra resterebbe uguale, floscia e distacc...ata. se poi ci entro con un'amica non avvezza a queste mie indagini di immersione nel controtempo esistenziale ecco, che allora mi piace ancora di più. mi piace vedere nel suo volto il desiderio di uscire il prima possibile, da un luogo di cui nemmeno sapeva l'esistenza. e mi piace quel suo guardarmi in silenzio, interlocutorio, e il non dirmi niente, perché è venuta con me, solo per me, e a me in quel momento piaceva così
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