Le chiacchiere dei colpevoli surclassano sempre il silenzio degli innocenti. Quando poi si abbassa la verbosità i ruoli possono diventare più serenamente interscambiabili: chi si proclama totalmente innocente è un fallito dello spirito, chi totalmente colpevole un fallito del pensiero. Il senso di colpa è molto più cerebrale dell'innocenza la quale è sì uno strabismo ma al contempo conserva un impeto trascendentale, una tendenza a presentarsi difronte alla morte senza eccepire, una spinta al superamento della dualità.
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