È assolutamente incompatibile lo scrivere da dio con la salute. Chi scrive da dio è malato dentro, un male oceanico a beneficio di tutti. Siamo in un altro pianeta. Chi ha velleità letterarie è meglio che rifiuti di curarsi, o che ne realizzi l'impossibilità sublimando il proprio morire continuando ad espellere mostri, vivaddio. Per quel che mi riguarda invece stando molto bene non posso che arrivare al punto di svago di scrivere molto bene e peraltro anche questa, al pari della malattia, non è che una fatalità.
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