venerdì 16 gennaio 2015

Quando c'è, in quei pochi casi, l'impegno di tutti è tra psicanalisi e meditazione. Nella psicanalisi l'io si modifica nel senso di un'espansione della consapevolezza che porta benefici ma il soggetto pur modificato resta identificato con l'io. Nella meditazione l'io scompare per quel poco che dura ma terminata ritorna come prima, serve solo come indicazione a capire che non esiste solo l'io. In entrambi i casi l'io, pur modificato, resta lungo. L'io breve si ottiene solo con ...l'osservazione, chiedendosi 'a chi' compare. Questa osservazione è difficile, deve essere costante e lunga nel tempo e non ha l'obiettivo di modificare l'io ma di renderlo breve, una brevità che è l'unico espediente per far emergere il Testimone che è sempre io ma nella forma impersonale. I risultati di psicanalisi e meditazione possono subire un regresso mentre quando si comprende il Testimone non si torna più indietro dal livello raggiunto, si può solo fissarlo sempre più. L'altro vantaggio è che l'osservazione si fa sempre, tutto il giorno e senza sforzo, e non costa nulla, difatti quasi nessuno ti spiega o si mette a insegnare cose per cui tu non spendi nulla.

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